Si è tenuto nell’ultima settimana di giugno il confronto tra l’Amministrazione e le OO.SS. sul nuovo Modello di Servizio dell’Istituto, alla presenza del Direttore centrale Organizzazione, dott.ssa Sampietro, e del Direttore centrale Programmazione e Controllo di gestione, dott.ssa Casella.
La sperimentazione, focalizzata prevalentemente sull’area Prestazioni e Servizi individuali, prevede il superamento dell’organizzazione basata sulle singole fasi del processo a favore di un modello più flessibile, costruito su prodotti e “macro-attività”. Nel nuovo assetto non vi sarà più una ripartizione organizzativa predefinita e le sedi territoriali potranno aggregare le macro-attività in funzione delle proprie caratteristiche ed esigenze operative. Le attività saranno ricondotte a grandi ambiti di servizio, tra cui pensioni private e pubbliche, conto assicurativo, invalidità civile, prestazioni previdenziali e di welfare, convenzioni internazionali, fondi speciali e gestione degli indebiti.
Come CIDA abbiamo espresso la nostra disponibilità a supportare ogni intervento che punti a semplificare i processi, migliorare la qualità del servizio, valorizzare le competenze specialistiche e rendere più equilibrata la distribuzione dei carichi di lavoro.
Nel condividere gli obiettivi generali della sperimentazione, CIDA ha richiamato alcuni aspetti che richiedono particolare attenzione nella fase attuativa.
La maggiore flessibilità organizzativa prevista dal modello non deve tradursi in assetti troppo differenziati tra sedi comparabili, con il rischio di rendere difficoltoso il confronto dei risultati, la valutazione della qualità del servizio e la corretta attribuzione delle responsabilità dirigenziali. Per questo abbiamo proposto l’introduzione di criteri organizzativi comuni per gruppi omogenei di sedi, capaci di tenere insieme adattabilità territoriale e uniformità gestionale.
Lo stesso vale per il monitoraggio della produzione. Il nuovo modello richiede strumenti che consentano ai dirigenti di disporre di dati chiari e confrontabili su carichi di lavoro, giacenze, tempi di definizione e qualità delle prestazioni. Abbiamo quindi chiesto il potenziamento degli strumenti di analisi e la definizione di indicatori coerenti con il nuovo assetto organizzativo.
Abbiamo segnalato il rischio che una differenziazione eccessiva delle strutture possa generare incertezza nell’individuazione degli interlocutori competenti, aumentando passaggi interni e tempi di risposta. Sono quindi necessarie regole comuni per governare le interlocuzioni operative tra le sedi.
Abbiamo richiamato infine il tema delle relazioni istituzionali, che rappresentano una funzione distinta dall’URP e devono continuare a essere presidiate dalle Direzioni territoriali nel loro ruolo di rappresentanza dell’Istituto sul territorio.
L’Amministrazione ha manifestato disponibilità a considerare le osservazioni formulate e a garantire il presidio dell’omogeneità organizzativa, del monitoraggio e della misurazione dei risultati. Su questi punti CIDA chiederà un riscontro puntuale nei prossimi incontri di verifica della sperimentazione.
· Pagamenti, nuovi ingressi e incarichi
Pagamenti di luglio e agosto
Per i prossimi pagamenti, il mese di luglio sarà interessato dalle operazioni di conguaglio fiscale derivanti dall’assistenza fiscale 2026, applicate in busta paga ai colleghi interessati con le modalità ordinarie.
Per il mese di agosto è invece confermata, sulla base della disciplina contrattuale integrativa vigente, l’erogazione dell’acconto della retribuzione di risultato riferita al secondo trimestre 2026, in coerenza con la scansione trimestrale prevista dal CCNI e con il ciclo di misurazione e valutazione della performance.
Nuovi ingressi e diritto all’incarico
Si sono concluse le fasi selettive della procedura comparativa per 10 posti di dirigente di seconda fascia, cui si affianca la distinta procedura relativa alla dirigenza informatica, che riguarda 3 posti. In attesa della pubblicazione della graduatoria finale, delle successive determinazioni dell’Amministrazione e delle eventuali valutazioni in ordine allo scorrimento per ulteriori unità, CIDA rivolge fin d’ora ai colleghi che saranno chiamati ad assumere nuove responsabilità il proprio augurio di buon lavoro.
Il passaggio valorizza competenze, esperienza e capacità manageriali maturate all’interno dell’Amministrazione, nell’ambito di percorsi professionali nei quali molti colleghi hanno già dimostrato responsabilità, affidabilità e conoscenza concreta delle strutture e dei processi dell’INPS.
Questa fase conferma l’attualità di un tema che CIDA rappresenta da tempo. Gli incarichi devono essere conferiti in modo stabile e tempestivo, come condizione essenziale per l’effettivo esercizio della funzione dirigenziale, per la valorizzazione delle professionalità interne e per il buon funzionamento delle strutture.
Gli incarichi ad interim servono a fronteggiare passaggi temporanei e scoperture contingenti. Proprio per questo il limite di 6 mesi previsto dal CCNI va preservato, perché l’interim deve restare una soluzione provvisoria e non può diventare lo strumento ordinario con cui si rinvia la copertura stabile degli incarichi.
CIDA continuerà a seguire con attenzione i nuovi ingressi e i successivi conferimenti di incarico, affinché questa fase sia accompagnata da criteri chiari, tempi coerenti e da un adeguato rafforzamento delle strutture, a partire da quelle territoriali.
Non mancheremo di tenervi informati degli sviluppi.
Lucio Paladino
Segretario nazionale
CIDA FC Sezione INPS
