Comunicato CIDA 5-2026 – Nuove Linee guida 2026 sul lavoro a distanza: disciplina del lavoro agile per dirigenti, professionisti e medici INPS

Comunicato 5/2026

Roma, 2 aprile 2026

Nuove Linee guida 2026 sul lavoro a distanza: disciplina del lavoro agile per dirigenti, professionisti e medici INPS

Si sono svolte, prima della pausa pasquale, due riunioni sindacali dedicate al confronto sulle nuove Linee guida sul lavoro a distanza, destinate, una volta adottate, a disciplinare nell’Istituto le modalità di lavoro agile e di lavoro da remoto.

Le nuove Linee guida si collocano nel quadro del rinnovato assetto contrattuale delineato dal CCNL Funzioni Centrali 2022-2024 e dal CCNL Area Funzioni Centrali 2022-2024 e sono finalizzate a ricondurre a un impianto unitario la disciplina del lavoro a distanza, nelle sue due modalità del lavoro agile e del lavoro da remoto con vincolo di tempo, avviando contestualmente il superamento dell’istituto del telelavoro domiciliare e satellitare disciplinato dall’accordo del 2014, ferma restando la validità dei contratti individuali attualmente in essere fino alla loro naturale scadenza.

Nel corso degli incontri, l’Amministrazione ha illustrato l’impostazione complessiva dei documenti, riportati in allegato, che, accanto alle Linee guida generali, prevedono un apposito CCNI di Area dedicato a dirigenti, professionisti e medici, volto a disciplinare i criteri di priorità per l’accesso al lavoro agile e i casi nei quali, in attuazione delle specifiche previsioni contrattuali, può essere esteso il numero delle giornate rese in tale modalità.

Come CIDA, abbiamo preso atto come l’Istituto abbia già da tempo intrapreso un percorso volto a riconoscere il lavoro agile quale modalità strutturale di organizzazione del lavoro, fondata su responsabilità, fiducia e flessibilità, e non più come strumento eccezionale o meramente emergenziale, pur avendo proprio nella fase emergenziale dimostrato la propria efficacia.

Allo stesso tempo, abbiamo ribadito il valore e l’importanza della materiale presenza in ufficio dei dipendenti in quanto luogo insostituibile di crescita professionale, scambio di competenze, consolidamento delle prassi operative e trasmissione della cultura organizzativa dell’Istituto. 

In tale prospettiva, le Linee guida richiamano espressamente la responsabilità dei dirigenti e dei responsabili delle strutture nell’organizzare il lavoro sulla base di una programmazione idonea a salvaguardare le relazioni nell’ambito lavorativo, la collaborazione tra le persone e il rapporto con l’utenza.

Per quanto riguarda dirigenti, professionisti e medici, viene confermata la necessità di mantenere, di norma, il prevalente svolgimento in presenza della prestazione lavorativa. Su tale profilo non sono state sollevate obiezioni da parte della nostra Organizzazione, nella consapevolezza che il ruolo dirigenziale e professionale richiede presidio, coordinamento, visibilità organizzativa e presenza nei luoghi di lavoro. Abbiamo tuttavia evidenziato come tale previsione debba essere interpretata secondo criteri di equilibrio e ragionevolezza, evitando applicazioni eccessivamente rigide che rischierebbero di risultare controproducenti rispetto alle stesse finalità organizzative perseguite. 

Abbiamo inoltre rappresentato, riscontrando sul punto una convergenza anche da parte di altre sigle sindacali, l’esigenza di garantire alla dirigenza adeguati supporti organizzativi per il presidio del processo produttivo, attraverso strumenti operativi chiari, flussi informativi costanti e un adeguato investimento in termini di formazione.

L’ampliamento delle responsabilità gestionali in materia di lavoro a distanza non può infatti prescindere dalla disponibilità di strumenti idonei a “monitorare” in modo omogeneo, tempestivo e verificabile, l’andamento delle attività svolte dai team, sia nelle strutture centrali sia sul territorio.

In questa prospettiva, CIDA ha sottolineato la necessità di sviluppare modalità di “reportistica periodica” e “indicatori uniformi”, che consentano ai dirigenti di disporre di un quadro chiaro e confrontabile della produttività individuale e di gruppo, in termini di risultati raggiunti e qualità della prestazione.

Le Linee guida prevedono che, nell’ambito degli accordi individuali, siano puntualmente individuate le attività da svolgere, gli specifici obiettivi della prestazione resa in modalità agile e le modalità di rendicontazione sistematica e puntuale del lavoro agile. È inoltre previsto che ciascun responsabile di unità organizzativa relazioni con cadenza periodica al dirigente in merito all’adeguatezza del lavoro agile svolto dal proprio team, misurata sulla base degli indicatori previsti dal Sistema di Misurazione e Valutazione della Performance.

Si tratta di un passaggio significativo, che rafforza il “perimetro di responsabilità” della dirigenza e rende ancora più necessario un “coerente” adeguamento degli strumenti di supporto organizzativo e gestionale.

È stata infine da noi richiamata anche la dimensione della sostenibilità del lavoro agile, alla luce dell’attuale” problematico contesto internazionale e delle “tensioni geopolitiche” che incidono sui costi energetici, sulla mobilità e anche sui consumi di carburante connessi agli spostamenti sistematici. Anche sotto questo profilo, la riduzione degli spostamenti non necessari e una più razionale organizzazione delle attività possono concorrere a rafforzare modelli organizzativi più efficienti, resilienti e sostenibili, capaci di coniugare flessibilità, qualità del servizio, efficienza amministrativa e responsabilità ambientale.

Nel rinnovare il nostro impegno a seguire con attenzione i prossimi sviluppi delle questioni di interesse per il personale, rivolgiamo a tutti i colleghi e alle loro famiglie i migliori auguri di serena Pasqua 2026.

Lucio Paladino
Segretario nazionale
Cida FC Sezione INPS

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