Comunicato CIDA FC INPS n. 10 del 30/10/2025 – Msg. Hermes 3137 – Interpello per il conferimento degli incarichi dirigenziali di livello generale

Comunicato 10/2025

Roma, 30 ottobre 2025

Msg. Hermes 3137 – Interpello per il conferimento degli incarichi dirigenziali di livello generale

Com’è noto, il 22 ottobre scorso è stato pubblicato il messaggio Hermes 3137, che avvia la procedura per il conferimento degli incarichi dirigenziali di livello generale.

L’interpello riguarda la copertura di posti di funzione centrali e territoriali di prima fascia “vacanti, di prossima scadenza, di nuova istituzione e di quelli per i quali” il nuovo Ordinamento delle funzioni “ha ridefinito le competenze”.

Come Organizzazione sindacale, riconosciamo che l’Amministrazione ha rispettato le scadenze comunicate e sta procedendo per tempo all’attribuzione dei nuovi incarichi, con decorrenza dal 1° gennaio 2026, evitando discontinuità o proroghe nell’attribuzione degli incarichi. È un segnale positivo che apprezziamo. Tuttavia, le scelte introdotte dall’interpello richiedono un esame più attento e offrono l’occasione per alcune considerazioni che riteniamo importanti.

Il primo punto riguarda il meccanismo previsto per le strutture non in scadenza, indicate nell’allegato 4: cinque centrali e quattro territoriali.

Non è chiaro su quali basi il dirigente, che può esprimere una sola preferenza, possa effettuare una scelta consapevole, considerato che alla chiusura dell’interpello non sarà possibile sapere quali di queste strutture saranno effettivamente vacanti.

Osserviamo che si tratta di un sistema che introduce un grado significativo di incertezza e aleatorietà, costringendo i candidati a esprimere preferenze senza disporre di informazioni complete.

Comprendiamo, certamente, le motivazioni dell’Amministrazione di voler ampliare la partecipazione e garantire l’economicità dell’azione amministrativa – ma riteniamo che questa avrebbe potuto essere l’occasione per tornare a riflettere sulla necessità di procedure più trasparenti e prevedibili, che consentano scelte e candidature realmente “informate”.

Il secondo aspetto riguarda la precisazione secondo cui, in caso di mancata assegnazione su domanda ad altro incarico, gli attuali titolari di posizioni non in scadenza resteranno in carica fino al termine naturale del contratto. È un principio già sancito dalla normativa e, proprio per questo, appare ovvio e incontrovertibile. Non può, né deve, essere ipotizzato che la semplice partecipazione ad un interpello comporti la decadenza dall’incarico in corso, la cui durata – da tre a cinque anni – è stabilita dalla legge e fissata contrattualmente.

Questa considerazione ci offre l’occasione per ribadire alcuni principi per noi fondamentali.

La partecipazione alla procedura di interpello per il conferimento di un incarico dirigenziale, indetta da una pubblica amministrazione e disciplinata dal d.lgs. 165/2001, comporta che il dirigente in possesso dei requisiti manifesti il proprio interesse, la disponibilità e l’idoneità a ricoprire l’incarico. L’Amministrazione, sulla base di criteri oggettivi prestabiliti, valuta le candidature e conferisce, con atto unilaterale, l’incarico al dirigente ritenuto più idoneo.

La manifestazione di interesse al nuovo incarico, espressa da un dirigente in procedura di interpello, non equivale a rinuncia volontaria all’incarico di cui è titolare se quest’ultimo non è in scadenza, ma rappresenta esclusivamente la disponibilità a ricoprirne uno nuovo messo a bando; se quest’ultimo non gli viene conferito, è evidente che l’incarico in corso va avanti fino alla sua scadenza contrattuale.

Quando il conferimento deliberato dall’Amministrazione comporta un cambio di sede e una variazione di residenza, questo costituisce a tutti gli effetti un trasferimento d’ufficio, motivato da esigenze organizzative e di servizio, come previsto dal d.lgs. 165/2001 e dalla giurisprudenza consolidata.

È importante ribadire questi principi per garantire chiarezza e serenità ai dirigenti che rappresentiamo.

Questa precisazione si inserisce in un contesto più ampio: siamo all’avvio dell’ennesima riorganizzazione – sei interventi dal 2008 – oggi definita “manutenzione organizzativa finalizzata a migliorare l’efficienza complessiva dell’Istituto”.

La complessità delle lavorazioni e i continui nuovi compiti assegnati all’INPS mal si conciliano con rotazioni frequenti degli incarichi, sia di prima che di seconda fascia. Tre anni non bastano per completare percorsi e consolidare competenze: la discontinuità organizzativa interrompe progetti e indebolisce il presidio su funzioni essenziali, senza favorire specializzazione e crescita professionale.

Occorre ristabilire continuità gestionale nella prima e nella seconda fascia, per consentire ai dirigenti di completare i percorsi avviati e garantire stabilità alle strutture.

Abbiamo chiesto una riforma del regolamento delle rotazioni che preveda cicli più lunghi, proporzionati alla complessità dell’Istituto, così da evitare interruzioni premature di progetti in corso e assicurare risultati concreti. Finora sono state introdotte solo modifiche marginali, insufficienti a garantire la stabilità necessaria.

Continueremo a sostenere queste posizioni, certi di trovare ascolto nell’Amministrazione, e a offrire il nostro contributo per assicurare il rispetto dei principi costituzionali di buon andamento, imparzialità e continuità dell’azione amministrativa.

Non mancheremo di tenervi informati sugli sviluppi.

Lucio Paladino

Segretario Nazionale

CIDA FC Sezione INPS

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