Comunicato 11/2025
Roma, 4 novembre 2025
Sistema di Misurazione e Valutazione della Performance (SMVP) 2026: confronto, criticità e proposte CIDA: cosa cambia per la valutazione della performance
Si è tenuto ieri il primo incontro tra l’Amministrazione e le OO.SS. sul nuovo SMVP 2026. All’incontro hanno partecipato il capo del personale e la dott.ssa Rosanna Casella, direttore della DC Pianificazione e controllo di Gestione, che ha illustrato i contenuti sintetizzati anche nel documento allegato.
In apertura, la dott.ssa Casella ha richiamato i principi generali del sistema, sottolineando una visione orientata al “valore generato per gli utenti”, siano essi persone fisiche o giuridiche. L’obiettivo dichiarato è superare una narrazione che riduce l’amministrazione al solo costo, mettendo invece in evidenza gli effetti concreti delle attività svolte, il “valore pubblico”.
I “coefficienti di omogeneizzazione”, che in passato rappresentavano la principale unità di misura del tempo dedicato alle attività, non sono più sufficienti a restituire il valore generato in termini di impatto, soprattutto alla luce della progressiva digitalizzazione, della centralizzazione di molte prestazioni e del sempre minore utilizzo dei modelli cartacei.
Per questo motivo, il sistema presentato per il 2026 prevederà la valorizzazione di ulteriori elementi, come l’informazione di primo livello (oltre alla consulenza già riconosciuta), la formazione e la digitalizzazione dei processi, che, anche in chiave internazionale (indice DESI), stanno modificando l’organizzazione e l’erogazione delle prestazioni. Un esempio concreto è quello dei pagamenti automatizzati, che in pochi secondi producono effetti economici rilevanti per gli utenti, a dimostrazione che il valore generato non è più misurabile solo in termini di tempo impiegato.
Dal 2026 la valutazione si articolerà, quindi, su tre dimensioni: oltre al deflusso, che misura la capacità delle strutture di ridurre le giacenze e rispettare i tempi di risposta, e alla produttività, viene introdottol’impatto, principale novità del nuovo sistema. Quest’ultimo parametro consente di verificare se il servizio erogato produce risultati utili per gli utenti nei tempi previsti.
Come CIDA, abbiamo espresso apprezzamento per la chiarezza e la solidità dell’illustrazione, anche per la centralità attribuita alla formazione nel nuovo sistema e la presenza di un corso già attivo online. Abbiamo, tuttavia, evidenziato alcune criticità e richiesto approfondimenti e risposte su aspetti fondamentali.
In particolare, abbiamo sottolineato che il percorso avviato dal 2023 con l’introduzione del sistema del “Valore pubblico” ha portato all’apertura di vari “cantieri”, segno inevitabile dei lavori in corso, ma che se protratti a lungo rischiano di creare disagi insostenibili.
Emblematico, in questo senso, è il caso dell’indice di produttività: dal 2024, con l’abbandono dello standard 124, il sistema di calcolo è stato rivisto più volte. Per il 2026 si afferma che “il coefficiente di omogeneizzazione – che rappresenta il tempo dedicato all’attività dall’operatore – per effetto della digitalizzazione e personalizzazione dei prodotti – non esprime più pienamente il valore generato, ma va affiancato ad altri indicatori di impatto”.
Certamente non ci tiriamo indietro di fronte alle novità, ma abbiamo chiesto all’Amministrazione di avere maggiori informazioni sugli indicatori di impatto, così come sui prodotti outcome, non essendo chiaro quali prodotti siano inclusi né come questi indicatori saranno utilizzati nella valutazione delle performance.
Al contempo, abbiamo fatto presente che fino a quando una parte della nostra produzione sarà frutto di lavorazioni gestite dagli operatori – cosa che ancor oggi avviene in maniera prevalente – non si potrà prescindere dalla produzione omogeneizzata, quale strumento di misurazione del pieno impiego delle risorse; e fino a quel momento resta necessario aggiornare i coefficienti di omogeneizzazione, che restano ancora poco aderenti alla realtà operativa, soprattutto per la gestione pubblica.
Un discorso analogo riguarda il cruscotto. Pur riconoscendo l’evoluzione dello strumento, le recenti modifiche hanno in alcuni casi ridotto la disponibilità di dati utili al controllo di gestione, soprattutto per la dirigenza. Ad esempio, dal 2024 il cruscotto non riporta più il valore effettivo degli indici sintetici ma solo degli indicatori elementari. Ciò priva il management di uno strumento fondamentale di lettura dello “stato di salute” di una sede. Chiediamo, pertanto, che il nuovo cruscotto recuperi tali informazioni essenziali per il controllo di gestione.
Per quanto riguarda la formazione, l’Amministrazione ha ricordato che per il 2025 il target è stato fissato a 30 ore, invece delle 40 previste a regime, a causa dell’avvio delle attività nel secondo trimestre. Contestualmente, si è passati dalla neutralizzazione delle ore alla valorizzazione tramite punti omogeneizzati, fino a un massimo del 3% della produzione complessiva.
Come segnalato anche da altre OO.SS., questa impostazione rischia di penalizzare le sedi più impegnate nella formazione, che spesso superano il limite fissato. La valorizzazione entro il 3% incentiva la formazione, ma oltre questa soglia può diventare penalizzante, disincentivando proprio chi ha più bisogno di investire sulla crescita del personale. Per questo, in linea con le richieste di altre OO.SS., abbiamo chiesto correttivi per il 2026, come mantenere la neutralizzazione almeno per le ore eccedenti il limite o portare il coefficiente al 4%, così da non ostacolare la partecipazione ai percorsi formativi.
Abbiamo inoltre chiesto che i dirigenti siano coinvolti nella definizione degli aspetti più rilevanti, come i target dell’indice di deflusso e la revisione del catalogo prodotti, e abbiamo richiesto che venga fornito un prospetto aggiornato con i dati attuali delle sedi rispetto al nuovo sistema di calcolo, con particolare attenzione all’IEEP.
L’Amministrazione ha preso atto delle osservazioni e si è impegnata a fornire ulteriori chiarimenti e occasioni di confronto.
Non mancheremo di tenervi aggiornati sugli sviluppi.
Lucio Paladino
Segretario Nazionale
CIDA FC Sezione INPS
