Comunicato 4/2024
Roma, 20 aprile 2024
Contrattazione integrativa 2024: le istanze CIDA per dirigenza e medici. Nuovo CdA e nuova fase di governance all’INPS
La CIDA porge un saluto di benvenuto al nuovo Presidente dell’INPS, avv. Gabriele Fava, e ai membri del Consiglio di Amministrazione, nominati in questa nuova fase di governance come delineata dalla recente riforma legislativa. Un ringraziamento particolare va alla dott.ssa Micaela Gelera, ora componente del CdA, che in qualità di Commissario straordinario ha traghettato l’Istituto alla nuova gestione e all’ex Direttore Generale Vincenzo Caridi per il dialogo costruttivo mantenuto con le organizzazioni sindacali durante questo periodo sui temi di interesse della nostra O.S..
Auspichiamo che le nomine imminenti del nuovo Direttore Generale e della delegazione trattante completino il quadro esecutivo necessario per intraprendere le sfide future. Assicuriamo come sempre la nostra disponibilità e il nostro impegno affinché ogni decisione presa al tavolo sindacale sui temi del personale sia frutto di una condivisione aperta e rispettosa di tutte le parti coinvolte.
Cogliamo l’occasione, per ripercorrere, a beneficio dei nostri iscritti, le recenti riunioni relative alla contrattazione integrativa relativa all’anno 2024 del personale da noi rappresentato, appartenenti all’ex area VI del CCNL Funzioni centrali (dirigenti, professionisti dei coordinamenti legale, statistico attuariale e tecnico edilizio, nonché medici).
CCNI 2024 Dirigenza: la CIDA per un riequilibrio equo tra centro e territorio
Nel corso delle ultime riunioni relative al CCNI 2024 della dirigenza è stata esplorata l’ipotesi di modifiche ai coefficienti di risultato del CCNI 2023, applicando per il 2024 il coefficiente di risultato 160 per i direttori delle strutture territoriali di complessità “2”, più alto rispetto all’attuale parametro 150 equiparato a quello delle sedi di complessità “3”.
L’adeguamento dovrebbe riconoscere la maggiore complessità organizzativo-ambientale di 19 sedi (Agrigento, Ancona, Avellino, Bolzano, Brindisi, Catanzaro, Chieti, Frosinone, Latina, Modena, Monza, Padova, Perugia, Sassari, Trapani, Treviso, Varese, Verona e Vicenza).
A bilanciare l’ulteriore importante spostamento di risorse verso il territorio, in linea con le modifiche già apportate negli anni tra il 2015 e il 2019, si vuole riconoscere il medesimo coefficiente di risultato “160” a 4 uffici centrali di supporto agli Organi (segreterie del Presidente e del cda, del Civ, del magistrato delegato al controllo, del Collegio dei sindaci), in quanto strutture dotate di autonomia gestionale e di un elevato livello di responsabilità.
Inoltre, in parallelo a questi aggiustamenti strutturali, è opportuno evidenziare un aggiornamento riguardante l’indennità di prima sistemazione, recentemente ripristinata e destinata, com’è noto, a indennizzare i disagi dei trasferimenti d’ufficio dei dirigenti per volontà dell’Istituto. Il capo del personale ha confermato che il messaggio esplicativo è in via di definizione e che tale indennità avrà decorrenza per gli incarichi conferiti dal 1° gennaio 2024 e per i dirigenti che hanno cambiato residenza a partire da tale data. Per gli incarichi conferiti a regime l’indennità verrà applicata al momento del cambio di residenza.
La discussione al tavolo sindacale ha, quindi, portato a valutare anche la possibile riduzione dell’incentivo per la mobilità territoriale, come previsto dall’art. 3 del CCNI della dirigenza. Tale considerazione è dovuta all’introduzione dell’indennità di prima sistemazione, che, a differenza dell’incentivo per la mobilità, non è finanziata dal fondo per il trattamento accessorio del personale dirigente, ma è prevista, in conformità alle vigenti disposizioni di legge e di CCNL, a carico dell’Istituto. Si è ipotizzato, pertanto, di ridurre l’incentivo per la mobilità territoriale a una quota del 4% o anche al 3% del fondo in modo da distribuire il risparmio ottenuto sulla retribuzione di risultato di tutta la dirigenza.
Questi accorgimenti relativi al CCNI 2024 della dirigenza, nella nostra visione prospettica, potrebbero contribuire a un riequilibrio equo della distribuzione della massa monetaria del fondo per la retribuzione accessoria tra centro e territorio, mitigando l’impatto dell’aumento dei coefficienti per le sedi di complessità “2”, e quindi riequilibrando il sacrificio economico richiesto al centro (D.G. e Direzioni Regionali).
Al riguardo, abbiamo dichiarato che gli incontri, che pure hanno raggiunto un buon livello di approfondimento, non potranno dirsi conclusi finché l’Amministrazione non presenterà una nuova bozza riepilogativa delle questioni emerse dal tavolo e soprattutto che, attraverso dati e proiezioni economiche puntuali, assicuri e garantisca le esigenze di tutti i dirigenti. In particolare verificheremo che ogni decisione sul CCNI 2024 rifletta un compromesso economico giusto e bilanciato sia per il centro che per il territorio.
Proposta CIDA di un’iniziativa congiunta delle OO.SS. per aumentare i fondi per il trattamento accessorio dei medici INPS
Una sessione specifica è stata dedicata alle problematiche inerenti l’area medica, con particolare riferimento ai carichi di lavoro e alla significativa diminuzione degli importi individuali dell’incentivo.
Si è discusso quindi dei disagi e difficoltà vissuti dai medici a causa dei tempi sempre più ristretti richiesti per le visite di invalidità civile, le pressioni per i risultati di produttività che i direttori delle sedi devono raggiungere con il nuovo sistema di performance, a fronte di una retribuzione per incentivo che, influenzata dalle nuove assunzioni, è diminuita in maniera consistente negli importi per dipendente, così come in passato è successo alla dirigenza al momento della riunificazione degli enti INPS ed ex INPDAP, e che succede ogni qual volta si verifica, per svariati motivi, un ingresso massiccio di personale in Istituto.
Ciò è dovuto anche alle restrizioni legislative (legge Madia) che impediscono l’aumento del fondo rispetto alla sua consistenza nel 2017, eccetto per lo 0,22% di aumento previsto dal CCNL 2019-2021 dell’area Funzioni Centrali.
Abbiamo tuttavia fatto presente che in questo particolare momento, i medici sono particolarmente richiesti sul mercato lavorativo e che alcuni hanno già optato per altri incarichi più remunerativi, specialmente nel settore privato.
Abbiamo, pertanto, proposto di dare vita a un’iniziativa sindacale unitaria, chiedendo congiuntamente alle altre OO.SS. rappresentative dei medici, un intervento al CdA affinché sia previsto, per via legislativa, un incremento del fondo per il trattamento accessorio dei medici, che in alcuni casi particolari è stato concesso dal legislatore.
Per i medici l’incremento potrebbe essere giustificato dai piani straordinari concernenti l’arretrato e le nuove visite di invalidità civile connesse alla normativa in materia di disabilità e anziani che dal 2025, in via sperimentale, e poi dal 2026 a regime, comporterà un enorme incremento delle prestazioni dell’area medica, sia per la nuova valutazione di base, sia perché questa sarà svolta direttamente dall’INPS e non più dai medici delle ASL, come se tutte le regioni fossero in una situazione di convenzionamento CIC.
Abbiamo, pertanto, ipotizzato un intervento unitario delle OO.SS. volto a richiedere a tutti i livelli di incrementare questi fondi proprio in relazione ai nuovi compiti richiesti dal legislatore.
In sostanza, una situazione complessa che richiede un’azione coordinata per tutelare adeguatamente i diritti e le condizioni di lavoro dei medici INPS.
L’iniziativa sindacale unitaria da noi proposta appare una strada utile e percorribile per affrontare queste criticità strutturali.
Non mancheremo di tenervi informati degli ulteriori sviluppi.
Lucio Paladino
Segretario Nazionale
CIDA FC Sezione INPS

