GIUSTIZIA, CIDA-FC SCRIVE A MELONI, NORDIO E AL PARLAMENTO: “AUTONOMIA, RESPONSABILITÀ E MERITO NON POSSONO ESSERE SEPARATI. DIFENDERE LE PREROGATIVE DELLA DIRIGENZA SIGNIFICA ANCHE DIFENDERE L’EFFICIENZA DEGLI UFFICI GIUDIZIARI” – COMUNICATO STAMPA

Roma, 10 luglio 2026 – CIDA Funzioni Centrali ha trasmesso al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al Ministro della Giustizia Carlo Nordio e ai Presidenti delle Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia del Senato una nota con cui richiama l’attenzione su quelli che ritiene gravi profili di criticità derivanti dalla delibera del Consiglio Superiore della Magistratura del 24 giugno 2026 e dalle disposizioni contenute nel decreto-legge n. 100/2026.

Secondo CIDA-FC, è in atto una progressiva interferenza nelle competenze che l’ordinamento assegna alla dirigenza amministrativa degli uffici giudiziari, in particolare nella gestione e nell’organizzazione del personale, ambiti che il D.Lgs. n. 240/2006 attribuisce in modo chiaro e inequivocabile alla responsabilità dirigenziale.

La questione, sottolinea la Confederazione, non riguarda la tutela di una categoria professionale, ma investe direttamente il buon andamento dell’amministrazione e l’efficienza del servizio giustizia. Le prerogative della dirigenza amministrativa non sono infatti privilegi corporativi, ma strumenti posti dall’ordinamento a garanzia dell’interesse pubblico, affinché chi è chiamato a rispondere dei risultati disponga anche dei necessari poteri di organizzazione e gestione.

Per questo motivo CIDA-FC ritiene inaccettabile che, attraverso atti di indirizzo o interventi normativi adottati in via d’urgenza, possano essere imposti vincoli, destinazioni del personale o modelli organizzativi che sostituiscano le scelte gestionali proprie della dirigenza amministrativa. La magistratura esercita la funzione giurisdizionale; la gestione delle risorse e l’organizzazione degli uffici spettano invece alla dirigenza amministrativa. Alterare questo equilibrio significa indebolire l’efficacia dell’intero sistema.

CIDA-FC chiede pertanto al Governo e al Parlamento di intervenire per ristabilire con chiarezza il perimetro delle rispettive attribuzioni e salvaguardare l’impianto del D.Lgs. n. 240/2006, fondato sulla distinzione e sulla collaborazione tra funzione giurisdizionale e funzione amministrativa.

“Difendere l’autonomia gestionale della dirigenza amministrativa significa difendere l’efficienza degli uffici giudiziari, la certezza delle responsabilità e il diritto dei cittadini a una giustizia che funzioni. Su questi principi non possono esserci arretramenti né ambiguità.”

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