Il 2 giugno 1946 il popolo italiano scrisse una delle pagine più alte della propria storia. Con il referendum istituzionale, gli italiani scelsero la Repubblica, chiudendo definitivamente la stagione della Monarchia e aprendo quella della democrazia costituzionale.
Nello stesso giorno si realizzò il primo vero suffragio universale della nostra storia nazionale, con la partecipazione delle donne al voto politico, e venne eletta l’Assemblea Costituente che avrebbe dato vita alla Costituzione della Repubblica Italiana, il patto civile e democratico che ancora oggi rappresenta il fondamento della nostra convivenza.
Ottant’anni dopo celebriamo quella scelta di libertà, partecipazione e responsabilità. Ma celebriamo anche un altro importante anniversario: gli ottant’anni della CIDA, nata anch’essa nel 1946 e da allora impegnata a rappresentare dirigenti e alte professionalità che, con il proprio lavoro, contribuiscono quotidianamente al buon funzionamento delle istituzioni, dell’economia e della società italiana.
Non è una semplice coincidenza storica. La Repubblica e la CIDA condividono la stessa origine e la stessa visione: la centralità della persona, il valore della competenza, il rispetto delle istituzioni democratiche e la convinzione che il progresso del Paese passi attraverso la responsabilità, il merito e la partecipazione.
In un tempo in cui la complessità delle sfide richiede amministrazioni pubbliche sempre più qualificate ed efficienti, il ruolo della dirigenza e delle alte professionalità assume un valore strategico per garantire la qualità delle decisioni pubbliche, la continuità dell’azione amministrativa e la tutela dell’interesse generale.
Per questo assume particolare significato il richiamo all’articolo 39 della Costituzione, che sancisce la libertà dell’organizzazione sindacale. I Costituenti riconobbero nei corpi intermedi uno strumento essenziale della democrazia, un luogo di partecipazione, rappresentanza e confronto. Un principio che conserva oggi tutta la sua attualità e che richiama le organizzazioni sindacali alla responsabilità di contribuire, con autonomia e competenza, alla crescita civile, sociale ed economica della Nazione.
Come CIDA Funzioni Centrali rivendichiamo con orgoglio il ruolo della rappresentanza della dirigenza pubblica e delle elevate professionalità dello Stato. Una rappresentanza che non tutela soltanto interessi di categoria, ma difende il valore delle competenze, la qualità dell’azione amministrativa, l’autonomia tecnica e la capacità delle istituzioni di rispondere efficacemente ai bisogni dei cittadini.
La Repubblica nata il 2 giugno 1946 ha bisogno oggi, come allora, di servitori dello Stato preparati, responsabili e indipendenti; di amministrazioni capaci di innovare; di organizzazioni sindacali autorevoli e libere che sappiano interpretare le trasformazioni del lavoro e accompagnare il cambiamento senza rinunciare alla difesa dei diritti e della dignità professionale.
Nel celebrare gli ottant’anni della Repubblica e della CIDA, rinnoviamo il nostro impegno per un Paese fondato sulla legalità, sulla competenza, sul merito e sulla partecipazione democratica. Valori che appartengono alla migliore tradizione repubblicana e che devono continuare a guidare l’azione delle istituzioni e di tutti coloro che hanno l’onore di servirle.
Ottant’anni di Repubblica. Ottant’anni di CIDA.
Una storia comune di libertà, responsabilità, rappresentanza e servizio al Paese.

