Comunicato 8/2025
Roma, 2 ottobre 2025
Presentata in OPI la riorganizzazione INPS: CIDA chiede stabilità degli incarichi di prima e seconda fascia, valorizzazione delle competenze e continuità istituzionale
L’incontro in OPI.
Si è svolto oggi l’incontro dell’Organismo paritetico per l’innovazione (OPI), previsto dall’art. 6 del CCNL Area Funzioni Centrali 2019–2021, dedicato alla riorganizzazione dell’INPS.
L’Amministrazione ha chiarito che si tratta di un intervento di “manutenzione organizzativa”: non una riforma complessiva degli assetti, ma aggiornamenti puntuali legati alla naturale scadenza degli incarichi dirigenziali di prima fascia e al riallineamento delle competenze di alcune direzioni.
Le principali novità riguardano la soppressione della Direzione Centrale Benessere organizzativo, sicurezza e logistica (DC BOSL) e la contestuale istituzione della nuova Direzione Centrale Relazioni internazionali.
La prima, che ha svolto un ruolo significativo soprattutto nella fase emergenziale della pandemia, viene soppressa per una scelta di opportunità organizzativa, senza nulla togliere al contributo garantito in questi anni. Le sue funzioni vengono ridistribuite su Risorse strumentali, Centrale Unica Acquisti, Risorse umane, Comunicazione e Organizzazione.
La Segreteria del Presidente e del CdA viene rafforzata, con piccole modifiche organizzative.
Le modifiche proposte sono circoscritte al solo livello centrale e non incidono sulle competenze delle Direzioni regionali né delle Direzioni di coordinamento metropolitano.
Decorrenze dei nuovi incarichi.
ll nuovo interpello riguarderà esclusivamente le prime fasce in scadenza al 31 dicembre 2025 e le direzioni interessate dalle modifiche organizzative, come da documento allegato. Nei casi, infatti, di modifiche organizzative di Direzioni Centrali è prevista la decadenza anticipata dall’incarico di chi le dirige, ove questo non coincida con la naturale scadenza del contratto.
Per i dirigenti, invece, che hanno avuto incarichi successivi, che non coincidono con il termine triennale generalizzato di tutti i contratti, non si determina la decadenza dall’incarico, laddove non vi siano modifiche organizzative sostanziali; per quest’ultimi è prevista la continuazione del loro incarico fino alla scadenza contrattuale fissata. A titolo di esempio è stata richiamata la Direzione centrale Salute e prestazioni di disabilità, rimasta invariata. Diversa fu la situazione di tre anni fa, ha spiegato l’Amministrazione, quando si scelse la decadenza “generalizzata” di tutti gli incarichi in quanto tutte le direzioni centrali furono interessate dall’introduzione delle nuove “funzioni procedure”, con un riassetto complessivo.
Quanto ai dirigenti di seconda fascia, l’Amministrazione ha annunciato la necessità di proroghe tecniche di circa due mesi, nella decorrenza dei nuovi incarichi, strettamente collegate all’insediamento delle prime fasce a gennaio 2026. I nuovi incarichi di seconda fascia, pertanto, avranno decorrenza probabilmente da febbraio 2026.
La posizione di CIDA: stabilità e merito
Come CIDA abbiamo preso atto dell’impianto organizzativo presentato, ma abbiamo ribadito che ulteriore instabilità non è sostenibile.
Ripetute riorganizzazioni e continue rotazioni degli incarichi, negli ultimi anni, hanno generato perdita di specializzazione e rottura della continuità operativa. Abbiamo con forza chiesto di ristabilire stabilità riconfermando chi ha dato risultati, facendo della meritocrazia il criterio guida per le prime e le seconde fasce.
Per la prima fascia abbiamo chiesto continuità: chi guida conta, non si cambiano piloti a ogni gara. Serve una dirigenza stabile, in grado di assicurare leadership, indirizzo strategico e responsabilità istituzionale, mantenendo un raccordo costante con Ministeri vigilanti, Presidenza del Consiglio e tavoli di concertazione a livello centrale e territoriale. Senza una guida solida e “riconoscibile”, l’Istituto rischia di perdere autorevolezza e di indebolire il proprio coordinamento.
Per la seconda fascia, abbiamo sottolineato che si tratta della vera ossatura portante dell’INPS. Abbiamo sottolineato che le frequenti rotazioni hanno generato discontinuità e perdita di specializzazione, rallentando progetti e lasciando uffici territoriali privi di riferimenti stabili, proprio quando sarebbero servite indicazioni univoche. Per questo abbiamo chiesto conferme negli incarichi diffuse, con particolare attenzione anche a chi ha maturato esperienza in aree destinate a essere trasferite tra direzioni centrali.
La riorganizzazione deve essere occasione per rafforzare le competenze interne e non per disperderle.
Abbiamo ribadito la richiesta di una riforma del regolamento delle rotazioni, da orientare a cicli più lunghi e coerenti con la complessità delle funzioni INPS. In attesa di una revisione formale, abbiamo chiesto che siano comunque applicati da subito i criteri di buon andamento dell’amministrazione, considerati anche dal regolamento vigente: conferme diffuse per assicurare continuità istituzionale e consolidare le competenze maturate.
L’Amministrazione, presente con il Direttore Risorse Umane e la Direttrice Organizzazione, dott.ssa Sampietro, ha confermato l’attenzione anche del Direttore generale a queste nostre richieste.
CIDA presidierà i prossimi passaggi per tradurre gli impegni in scelte concrete: stabilità complessiva in prima fascia, conferme diffuse in seconda fascia, valorizzazione del merito e tutela del capitale umano e manageriale dell’Istituto.
Non mancheremo di tenervi aggiornati sugli sviluppi.
Lucio Paladino
Segretario Nazionale
CIDA FC Sezione INPS
